DANILO SQUITTIERI INCANTA IL PUBBLICO CON IL VIOLONCELLO F. GUADAGNINI Cultura
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Nella splendida cornice dell’Auditorium Sant’Agostino, si è esibito il talentuoso violoncellista Danilo Squitieri, accompagnato dalla straordinaria Orchestra da Camera dell’Accademia di Santa Sofia nel concerto “La grande evoluzione del linguaggio musicale tra ‘800 e 900”.
E’ il sesto appuntamento della stagione 2025/2026, promosso dall’Accademia di Santa Sofia in collaborazione con il Conservatorio “Nicola Sala”, l’Università degli Studi del Sannio e il Banco BPM. Prima della perfomance di Squittieri gli indirizzi di saluto sono stati rivolti da Maria Bonaguro, presidente “Amici dell’Accademia” e dalla direttrice artistica Marcella Parziale.
La pillola scientifica è stata trattata da Giuseppe Maddaloni, professore associato di Tecnica delle Costruzioni all’Università degli Studi del Sannio: “L’utilità dell’inutile: la storia di un ingegnere che prova ad essere empatico”. Il docente ha argomentato che, scrivere poesie ad esempio, considerato da molti come inutile, non lo è affatto, perché l’umanità si ritaglia uno spazio per scrivere sul foglio bianco emozioni e sentimenti che lasciano una traccia nella memoria collettiva. L’Orchestra da Camera sale sul palco, le strumentiste indossano abiti rossi e lunghi e gli uomini sono in nero, si dispongono, controllano le partiture dai tablet, collocati sui leggii, il violino dà il la, per accordare gli archi. Danilo Squittieri suona il violoncello F. Guadagnini del 1919, con un cenno al primo violino viene eseguito il primo brano, il “Concertino op. 43 bis per violoncello e orchestra d’archi” di Mieczyslaw Weinberg, compositore di Varsavia, in quattro movimenti.
Nel programma di sala è incluso “Une larme - tema con variazioni” di Gioacchino Rossini, con arrangiamento di Giouri Bessonov. Al termine della meravigliosa esecuzione il violoncellista dalla tecnica raffinata con un assolo, ritorna in orchestra, ricevendo numerosi ed ininterrotti applausi. Ultimo brano la “Suite op. 40 Fra Holbergs Tid” Cdai tempi di Holberg) di Edvard Grieg, in cinque movimenti, suonato dall’Orchestra.
Scroscianti applausi sono stati tributati ai musicisti, il primo bis “Il Volo del calabrone” di Nikolaj-Andreevic Rimskij-Korsakov.
Il M° Squittieri è stato accompagnato dai primi Violini I di Riccardo Zamuner, Pasquale Farinacci, Stella Canocchi e Niccolò Laiso, i Violini II di Mariateresa De Sanio, Teresa Giordano e Alessandra Rigliari, le Viole di Francesco Solombrino e Martina Iacò ed i Violoncelli di Remo Ianniruberto e Alfredo Pirone, al Contrabbasso Gianluigi Pennino.
NICOLA MASTROCINQUE

15/02/2026