NAZZARENO ORLANDO DELINEA LE PRIME PROSPETTIVE DEL CONSERVATORIO DI BENEVENTO Cultura

Nei giorni scorsi, nella Biblioteca del Conservatorio Statale Nicola Sala di Benevento, il nuovo Presidente Nazzareno Orlando ha tenuto la prima conferenza stampa coordinata da Marcella Parziale. Ha rivolto un indirizzo di saluto il direttore Giuseppe Ilario, successivamente è intervenuto il neo presidente Nazzareno Orlando che ha illustrato in linea generale l'indirizzo e la mission della bellezza del Conservatorio, ricordando che la musica è lentezza, approfondimento, riflessione.

Nazzareno Orlando, dedito oramai alla sua passione giornalistica dopo la sua lunga esperienza politica come consigliere comunale e Assessore alla Cultura del Comune di Benevento nella giunta del sindaco Viespoli, per tre anni sarà il Presidente del prestigioso Conservatorio di Musica Nicola Sala.

Al termine della conferenza stampa ha concesso una breve intervista per Realtà Sannita.  

Hai citato la massima C'è bisogno di arte e non morire di realtà. Con il tuo ruolo quale legame ha? Guarda io voglio restare anche come persona, nel senso sono Nazzareno Orlando, oggi ho questa nomina però voglio restare Nazzareno Orlando, quindi in massima libertà, convinto che questa istituzione è strategica per la città, per tanti motivi che ho espresso in conferenza stampa. Per cui con molta umiltà, nella trasparenza che richiede, cercherò di dare un apporto come ho fatto in dieci anni di assessorato.

Hai detto che bisogna uscire dal provincialismo per un respiro europeo ed internazionale. Con quali finalità ed obiettivi? Io credo che Benevento sia già conosciuta a livello europeo, ha la sua storia e le sue tradizioni, ma qualunque cosa possa favorire la crescita del turismo, la crescita culturale con interscambi, di realtà importanti del panorama culturale europeo, penso sia nostro dovere, tentare di confrontarsi con esperienze molto più avanti sotto certi aspetti. Ecco perché a parlare di logiche provinciali, non significa non essere provinciale, io sono nato in città, da sempre sono un sannita doc, resterò vigile e lavorerò per il territorio. Ma questo non significa però essere riduttivi, ampliare il proprio punto di vista verso altre soluzioni.

Dalla tradizione all'innovazione, ai diversi generi musicali. In che modo si possono contaminare, mantenendo la propria identità? Io non parlo di contaminazione, a parte ci sono musicisti che agiscono sulla contaminazione, però è giusto parametrarsi non solo la storia della musica, fatta di tanti classici etc..., ma anche il rock ha la sua storia, anche il jazz ha la sua storia, anche la musica popolare ha la sua storia, il blues, quindi se ci sono insegnanti e anche esperimenti laboratoriali, che vanno nell'approfondimento e nella cura di questi settori, perché no, sarebbe un impegno serio.

NICOLA MASTROCINQUE