Speranza e Amore in Turandot, al Teatro Romano di Benevento, conquistano una spettatrice sedicenne Cultura
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Qualche giorno fa, il 29 Luglio scorso, sono andata a vedere al Teatro Romano di Benevento uno
spettacolo lirico, Turandot, opera di Giacomo Puccini e, nonostante non
capisca molto né di lirica né di musica, mi ha emozionato tantissimo. L'idea di
andare a vedere l'opera è nata per caso, forse ero sorpresa che sarebbe andata
in scena proprio a Benevento ed ero curiosa di scoprire ogni dettaglio, poiché
anni fa l'avevo studiata a scuola, ma non in maniera approfondita.
Una volta arrivata a teatro sono rimasta subito meravigliata
dalla scenografia maestosa che ritraeva un fiabesco regno di Pechino,
dall'orchestra composta da musicisti professionisti che eseguivano in maniera
potente le musiche che evocavano quei posti lontani in Oriente, sotto la guida
del maestro Leonardo Quadrini e dalle ballerine del corpo di ballo di Saveria Cotroneo
che animavano la scena con volteggi e passi di danza.
È stato bellissimo immergersi in quell'atmosfera e lasciarsi trasportare dalle voci soavi e acute dei cantanti lirici, in particolare della principessa Turandot, interpretata da Daniela Zerbinati e dal tenore Giorgio Casciarri, nei panni del principe Calaf, i quali con abiti scintillanti e tipici della Cina, in cui è ambientata l'opera, si muovevano sul palco recitando e cantando con espressione ogni brano e portando avanti la trama con emozione e sentimento. La storia era connotata da un conflitto iniziale tra i due protagonisti, il principe Calaf, innamorato a prima vista della principessa Turandot e quest'ultima, che, invece, non vuole abbandonarsi alla passione e appare austera e intransigente, ma poi si aprirà all'amore grazie alla caparbietà del principe.
Le musiche del grande Puccini, intense e appassionate, hanno dipinto perfettamente il carattere e le emozioni dei personaggi, trovando il culmine nell'aria più famosa dell'opera Nessun Dorma, attraverso la quale il compositore mette in evidenzia e sottolinea la speranza e l'ottimismo del protagonista Calaf che la canta, nonostante la minaccia di morte che incombe su di lui, perché per lui l'amore che prova è più forte di ogni altra cosa, e tale da accettare anche il rischio di morire.
Nel finale la speranza e l'amore sono così forti, che la principessa non può più restistere e si getta tra le braccia del suo innamorato. Trionfa quindi l'amore sulla morte e sul dolore.
DARIA SANNINO

02/08/2025