La città in festa ha accolto il nuovo Arcivescovo In primo piano
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In tripudio la Chiesa di Benevento, nell’accogliere il nuovo Pastore Mons. Michele Autuoro, che rinsalda il legame con il suo predecessore Gennaro e riannoda con fervente devozione la venerazione della Madonna delle Grazie, Celeste Patrona di Benevento e del Sannio.
La lunga giornata dell’Arcivescovo è cominciata presto, proprio con un momento di preghiera davanti al simulacro della Regina del Sannio, per invocare il suo ausilio all’inizio del suo ministero episcopale.
Nel pomeriggio infuocato dai raggi del sole, il programma ha previsto incontri, il primo nella suggestiva cornice del Teatro di Palazzo De Simone.
Presenti il sindaco Clemente Mastella, che ha rivolto il saluto, il prefetto dott.ssa Raffaella Moscarella e altri primi cittadini provenienti dai paesi della provincia.
A seguire l’accoglienza festante dei giovani, degli adolescenti e degli universitari nel Chiostro di San Domenico, dove l’Arcivescovo ha ricevuto il saluto del Magnifico Rettore dell’UniSannio, la prof.ssa Maria Moreno.
Mons. Autuoro si è rivolto così ai giovani: «Voi, non siete il futuro, siete il presente vivo del Sannio. Abbiamo bisogno della vostra ribellione costruttiva, abbiamo bisogno della vostra sete di giustizia, della vostra giovanile capacità di amare senza calcoli, del vostro desiderio sincero di pace e fraternità. Solo l’amore ci porta per vie nuove e inattese, solo l’amore fa fiorire anche il deserto e dona pienezza di vita. E, solo chi ama, conosce Dio».
La preghiera nella Basilica di San Bartolomeo sulla tomba dell’apostolo San Bartolomeo con i sacerdoti secolari e religiosi, nonchè i diaconi permanenti ha riportato l’attenzione sulla Parola del Signore.
L’incontro successivo con il popolo in Piazza Roma, con le parrocchie, le confraternite, le associazioni, i gruppi e i movimenti ecclesiali ha segnato un’ennesima tappa del tour pomeridiano, con il saluto della segretaria del Consiglio Pastorale Diocesano, Fiomena De Pietro.
«La Symphonic Band», diretta dal Maestro Vincenzo D’Arcangelo ha accompagnato l’uscita dalla piazza e il nuovo Pastore ha percorso l’ultimo tratto fino all’ingresso della Cattedrale, con gioia e sorridendo ai fedeli accorsi, per salutarlo.
L’arcivescovo ha raggiunto il sagrato del Duomo, accolto dal presidente del Capitolo della Cattedrale mons. Abramo Martignetti con una parte dei suoi membri.
Il bacio del Crocifisso e del marmo del portale del duomo, sono stati gesti significativi per il pastore, che prima si è asperso con l’acqua benedetta. Successivamente con l’aspersorio ha benedetto l’assemblea, passando per la navata centrale mentre il coro diocesano, diretto da Daniela Polito, esegue il canto Ecce sacerdos Magnus.
Nella cappella del Santissimo in atteggiamento orante davanti al Pane di Vita, ha certamente invocato aiuto e protezione per l’inizio del suo ministero episcopale. Il lungo stuolo di sacerdoti, religiosi prelati e vescovi, uscito dal portone dell’episcopio accompagna in cattedrale mons.Autuoro.
La celebrazione inizialmente è stata presieduta dal Nunzio Apostolico in Italia, S. E. Mons. Edgar Peňa Parra, poi dall’arcivescovo Autuoro. L’amministratore diocesano don Franco Iampietro ha un indirizzo di saluto al Nunzio Apostolico. É giunto il momento atteso, Mons. Parra annuncia che il Pastore designato, dal Santo Padre Leone XIV, si insedia sulla cattedra e riceve il pastorale, le campane alle ore 19.00, suonano a festa.
L’arcivescovo sulla cattedra si emoziona, in seguito riceve l’omaggio dei rappresentanti del clero, dei religiosi, delle religiose e del laicato. Nei primi vespri della solennità di San Pietro e Paolo, Mons, Artuoro ricorda nell’omelia i due testimoni dalla fede autentica, nell’annuncio del Vangelo.
Il presule evidenzia;»Ecco il mio programma per la Diocesi di Benevento: non abbiamo ricchezze umane da promettere, ma abbiamo il dono più grande, il Vangelo che guarisce e rimette in piedi la speranza. La forza della Chiesa non sta nei mezzi umani, ma nel Nome di Gesù. Lo storpio guarito da Pietro rappresenta le tante fragilità della nostra terra: i giovani che se ne vanno per mancanza di lavoro e quindi di speranze, lo spopolamento e la solitudine dei nostri piccoli centri, la rassegnazione di chi pensa che nulla possa cambiare».
La nostra missione è prenderli per mano e dire, con la forza della fede: «In nome di Gesù, alzati e cammina!».
Il nuovo pastore rimarca» Dobbiamo essere una Chiesa che rimette in piedi la speranza. Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda che il Vangelo non lo ha ricevuto dagli uomini, ma per rivelazione. Questo incontro lo ha trasformato e lo zelo che lo divorava per l’osservanza della legge lo ha trasformato in un missionario appassionato e coraggioso. Paolo non ha aspettato che le persone venissero a cercarlo; ha attraversato il Mediterraneo, ha sfidato culture diverse, ha parlato nelle piazze. Chiedo a questa amata Chiesa di Benevento il coraggio di Paolo. Dobbiamo uscire dalle sacrestie. Dobbiamo abitare i luoghi dove la gente vive, soffre, lavora, spera e ama»
Mons. Autuoro ha ricordato il suo precedessore l’arcivescovo Felice Accrocca, la sua azione pastorale svolta e il Vicario Generale don Franco Iampietro, che in attesa della nomina del successore degli Apostoli nell’arcidocesi di Benevento ha profuso impegno e abnegazione per la guida della Chiesa particolare.
Terminata la funzione il cancelliere Giampiero Pisanello mostra al Collegio dei Consultori e all’assemblea liturgica la lettera apostolica di nomina dell’arcivescovo e ne dà lettura, e redige il verbale dell’insediamento dell’insediamento del nuovo pastore della Chiesa beneventana.
NICOLA MASTROCINQUE

04/07/2026