Buon compleanno Wikipedia Società
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Lo scorso 15 gennaio Wikipedia ha compiuto 25 anni. Ben pochi, se la raffrontiamo ad un’altra celebre enciclopedia, la Treccani, che nel 2025 ha tagliato il traguardo del secolo di vita. Ma tantissimi, se pensiamo ai tempi di internet, per cui un quarto di secolo rappresenta quasi un’era geologica.
Fu nel 2001 che il britannico Jimmy Wales e l’americano Larry Sanger diedero vita alla prima enciclopedia collaborativa gratuita online. Il nome scelto unisce la parola wiki, che in hawaiano vuol dire veloce, al suffisso –pedia di enciclopedia. Inizialmente solo in lingua inglese, ben presto generò una prole in tutte le lingue del mondo (la versione italiana vide i natali l’11 maggio, meno di quattro mesi dopo) ed oggi esiste in ben 340 idiomi, tra cui lingue morte, come il Latino, e numerosi dialetti.
Esattamente 250 anni prima, nel 1751, gli intellettuali illuministi Diderot e d’Alembert inauguravano in Francia i lavori della prima enciclopedia della storia, che richiese oltre vent’anni per essere completata. Di lì a poco ci sarebbe stata la Rivoluzione Francese, che avrebbe inaugurato quella che la storia ha definito l’Età Moderna.
Anche Wikipedia in un certo senso è stata l’antesignana di una rivoluzione e di una nuova epoca. In precedenza c’erano stati altri tentativi di modernizzare il concetto di enciclopedia. Ricordo ad esempio Encarta, l’enciclopedia multimediale lanciata da Microsoft nel 1993. Si trattava di un software acquistabile su cd, da installare sul computer e che poi poteva essere aggiornato via internet. Un’enciclopedia che nelle intenzioni dei suoi creatori avrebbe dovuto durare per sempre, ma che invece fu dismessa nel 2009 proprio grazie all’immenso successo di Wikipedia.
Poiché la novità di Wikipedia non risiede soltanto nel fatto che è un’enciclopedia online e quindi si aggiorna istantaneamente. No, la sua peculiarità sta nell’essere un’enciclopedia collaborativa. A compilarla cioè non sono una ristretta cerchia di studiosi accademici, come fu per l’Encyclopédie di Diderot, la Treccani e finanche Encarta. Wikipedia è scritta da persone comuni, da milioni d’utenti che in ogni parte del mondo hanno creato un account e collaborano a stendere le innumerevoli voci che la compongono. Anche tu che stai leggendo puoi iscriverti e contribuire a Wikipedia.
In questo senso Wikipedia è la prima enciclopedia democratica al mondo, che prevede una partecipazione dal basso. Questa formula, che ha decretato il suo successo globale, presenta naturalmente dei limiti. Esiste, sia chiaro, un team di moderatori di contenuti che in tutte le versioni del sito hanno il compito di passare al vaglio le voci inserite affinché siano affidabili (le voci poi non sono incise nella pietra, ma sono suscettibili di continue modifiche). E ci sono purtroppo argomenti sensibili sui quali i gestori hanno dovuto porre dei limiti a chi può intervenire o a cosa si può scrivere. Un esempio famigerato è la voce sulla pedofilia, che per un breve periodo fu definita da Wikipedia come un orientamento sessuale, per poi essere prontamente rettificata e qualificata quale deviazione della sessualità.
Altre polemiche ci sono state su voci che, in maniera inconsapevole oppure no, diffondevano idee sbagliate su temi quali razzismo, sessismo, colonialismo, schiavitù (la voce sul Ku Klux Klan è stata modificata più volte, eliminando ogni tentativo di qualificarlo come una libera associazione patriottica). Ma in linea generale Wikipedia è oggi una tra le fonti informative più diffuse, la più usata per le ricerche scolastiche e persino per chi è a caccia di curiosità. Vi si trova veramente di tutto, dalle trame degli episodi dei telefilm alla data di nascita dei personaggi famosi (inclusi quelli non proprio così famosi).
Ci sono persino i vip, o presunti tali, che si sono iscritti a Wikipedia per poter redigere la voce che li riguarda. Ecco, una cosa a cui non avevo ancora pensato. Devo provvedere al più presto.
CARLO DELASSO

25/01/2026