FAMIGLIE Società
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Tra i fattori che concorrono al consenso e all’astensione vi è il familismo, ovvero la presenza di familiari nella politica, nelle amministrazioni, nei partiti. I presupposti di tale fenomeno, che non comportano la sua inevitabilità, sono insiti nella logica del sistema democratico, che dà a tutti, nelle forme previste dalla legge, la possibilità di candidarsi e di essere eletti, ma che, nei fatti, favorisce alcuni a danno di altri, creando distorsioni e impedendo una competizione effettiva.
Ciò avviene anche a livello locale, dove l’elettore, essendo più vicino ai candidati, può contribuire, dal basso, alla conservazione o al rinnovamento delle rappresentanze, essendo improbabile che quest’ultimo venga favorito da chi ha già il potere (possibilità legale di agire). Lo dimostrano le recenti competizioni elettorali. Familiari nominati, familiari eletti, familiari in carica, in grado di esercitare, data la posizione favorevole, traffico di influenze a fini elettorali. Il consenso e la legittimazione si basano sul sottinteso, sul non dicibile, sul patto. Molto sulla morale, poco sull’etica. In altre parole, su una primitiva “volontà di potenza”, intenzionata a superare qualsiasi ostacolo burocratico, per non dire legale.
Ma la situazione sociale, pervasa da questo sistema, è quella che tutti conoscono: spopolamento, emigrazione giovanile, sfiducia, senso di asfissia per un’aria che non cambia, autoreferenzialità, conformismo, anche da parte di chi potrebbe far risuonare una voce critica, comprensibile ai più giovani, sempre meno numerosi e che non sempre dispongono di risorse sufficienti per evitare che il numero continui a scendere.
Analogamente a quanto avviene nell’ambito di altri sistemi, il processo democratico, iniziato circa 80 anni fa, produce, fisiologicamente, effetti che tendono ad alterare l’ambiente sociale e a modificare le condizioni di partenza, creando situazioni di disparità. Come negli organismi biologici, è necessario favorire l’eliminazione delle scorie, agendo culturalmente e normativamente per impedire una crisi di fiducia nel metodo democratico, considerato, da molti, inadeguato e superato. Soprattutto da chi, per indole o nostalgia, predilige sistemi autoritari, quelli che prevedono l’equivalente di un capo famiglia. Il familismo può essere considerato il corollario della personalizzazione, il riflesso di una cultura sostanzialmente gerarchica, nell’ambito della quale le regole sono utilizzate come strumento per l’affermazione personale, celebrata da fedeli elettori e sostenuta dalla famiglia. Ma un uso distorto del metodo crea sfiducia nel metodo, considerato un’astrazione difficile da comprendere, una sintassi senza significato. È necessario che affiori una cultura politica matura e moderna, che tuteli le regole di cui si serve, ed eviti che il sistema democratico possa diventare palcoscenico dell’Io tragicomico di figure politiche superate e corrotte, culturalmente da anni di potere, biologicamente dal tempo.
ANGELO DE CICCO

22/12/2025