LETTERA IN REDAZIONE. Achille Mottola a Roberto Costanzo Società

Egregio Direttore, gentile Prof. Maria Gabriella,

ho letto con grande interesse, sull’ultimo numero di Realtà Sannita, l’articolo di Roberto Costanzo «Emigrazione, immigrazione e remigrazione: sempre le stesse vittime», e sento il desiderio di condividere alcune riflessioni che la sua lettura mi ha suscitato.

Si tratta di un contributo di rara lucidità, capace di intrecciare analisi storica e sensibilità civile, collegando i grandi mutamenti geopolitici alla realtà concreta del nostro territorio. In particolare, il richiamo al concetto di “remigrazione”, oggi riproposto nel dibattito internazionale, viene inquadrato non come semplice evoluzione terminologica, ma come segnale di una trasformazione più profonda e inquietante nelle politiche migratorie: un neologismo che finisce per legittimare forme di respingimento dal carattere punitivo, con evidenti implicazioni umane e sociali.

Di grande efficacia è anche il paradosso storico evocato nell’articolo: gli Stati Uniti, nazione costruita sull’immigrazione – e segnata persino dalla tragica deportazione forzata di milioni di africani – che oggi si fanno promotori di politiche di espulsione rigida e talvolta violenta. È un richiamo che invita a riflettere sulla memoria storica come bussola morale, troppo spesso smarrita nel dibattito pubblico.

Ma forse il passaggio più significativo è quello che riporta il discorso alla dimensione del Sannio. In un’area interna segnata da spopolamento, denatalità e impoverimento demografico, l’immigrazione non rappresenta un’emergenza bensì una possibile risorsa vitale. La presenza di lavoratori stranieri sostiene il sistema produttivo, ma soprattutto contribuisce a mantenere aperte scuole, servizi, comunità. È un dato di realtà che merita di essere riconosciuto con onestà intellettuale, al di là delle semplificazioni ideologiche.

L’articolo si chiude con un richiamo che trascende la politica e tocca una dimensione più profonda: non confondere l’irregolarità con la delinquenza e ricordare che, in fondo, “siamo tutti stranieri”. È un invito a recuperare uno sguardo umano prima ancora che normativo, a comprendere che le migrazioni non sono un’anomalia della storia ma una sua costante.

In questo senso, il contributo di Roberto Costanzo non è soltanto un’analisi puntuale del presente, ma un’esortazione a fermare la spirale della paura e delle contrapposizioni, più che a illudersi di poter fermare la storia stessa.

RingraziandoLa per l’attenzione che Realtà Sannita continua a dedicare a temi di così alto valore civile e culturale, porgo cordiali saluti.

ACHILLE MOTTOLA

La lettera fa riferimento all'articolo pubblicato al seguente link:

https://www.realtasannita.it/articoli/societa/emigrazione-immigrazione-e-remigrazione-sempre-le-stesse-vittime-nbsp.html