Sindrome metabolica e salute sessuale dell'uomo (2^ parte) Società
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Nel numero precedente di questa rubrica (https://www.realtasannita.it/articoli/societa/sindrome-metabolica-e-salute-sessuale-dell-uomo.html) abbiamo posto l’attenzione sulla Sindrome Metabolica, patologia questa in forte crescita ed incidenza, in particolar modo nella popolazione occidentale. E’ stato sottolineato soprattutto come la Sindrome Metabolica, caratterizzata da obesità viscerale di vario grado, insulino resistenza, diabete mellito, ipertensione arteriosa e dislipidemia, possa generare nell’organismo umano uno stato di infiammazione cronica multiorgano di basso grado, che può avere effetti negativi sull’apparato urogenitale maschile riducendo la fertilità, e, in uomini più maturi, condizionare negativamente la sessualità nelle sue varie espressioni.
Gli studi epidemiologici, sempre più numerosi, portati a termine negli ultimi decenni, hanno dimostrato che la crescente incidenza dell'alterato equilibrio metabolico di lipidi, glucidi e proteine, aumenta percentualmente il rischio di malattie cardiovascolari e di alterazioni ormonali con ripercussioni sulla salute sessuale e riproduttiva dell’uomo moderno, ed inoltre hanno sottolineato la stretta correlazione che intercorre tra alimentazione, ambiente e stili di vita nel determinismo della sindrome metabolica.
E’ evidente allora che migliorare gli stili di vita diventa importante per ridurre l'incidenza della sindrome metabolica e contestualmente limitare gli effetti nocivi di questa patologia sulla salute sessuale dell'uomo.
E’ stato unanimamente dimostrato che la dieta mediterranea, ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali, olio extravergine di oliva e pesce azzurro, favorisce il persistere di un buon equilibrio metabolico, mantiene valori più elevati di testosterone, migliora la qualità del liquido seminale e riduce l’incidenza della disfunzione erettile. I cardini di questo regime alimentare sono oggi ben conosciuti e sono molteplici.
Ridurre nella dieta gli zuccheri semplici, per migliorare la sensibilità insulinica e ridurre il rischio di diabete mellito.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti (frutta, verdura, ortaggi ed olio) utili a contrastare lo stress ossidativo favorendo così la salute cellulare. Aumentare il consumo di Omega3 (pesce azzurro) per migliorare la funzione dell’endotelio vascolare. Limitare i grassi saturi presenti in diete ricche di zuccheri particolarmente processati, al fine di ridurre lo stato infiammatorio cronico, ed infine aumentare l’apporto di oligoelementi come zinco e selenio (frutta secca e legumi) per migliorare la qualità spermatica.
Sul ruolo del microbiota intestinale abbiamo già dedicato un articolo monotematico nei mesi scorsi. Oggi ci piace ricordare che il microbiota intestinale ha un ruolo fondamentale nel favorire il buon funzionamento dell’asse intestino/cervello/ormoni. Una dieta ricca di fibre e di polifenoli mantiene una corretta composizione del microbiota, rafforza la barriera mucosale intestinale contro agenti patogeni, riducendo il rischio di infiammazione sistemica.
Se la ricerca di uno stile dietetico adeguato è centrale nel mantenimento di una buona salute sessuale e riproduttiva dell’uomo, non meno importanti sono altri stili di vita da migliorare quali l’esercizio fisico, la gestione dello stress ed il sonno ristoratore.
Lo stress cronico provoca l'aumento ematico di cortisolo e delle catecolamime (Adrenalina e Noradrenalina), responsabili dell’insorgenza di ipertensione arteriosa e dei danni endoteliali vascolari, con riduzione del desiderio sessuale ed aumentato rischio di disfunzione erettile nell'uomo e di irregolarità del ciclo mestruale nella donna.
Dormire meno di sei ore a notte, come capita per esempio agli insonni o ai lavoratori che effettuano turni notturni di lavoro, riduce la produzione di testosterone nell’uomo, poiché viene alterata la produzione pulsatile circadiana di questo ormone, e la produzione del progesterone e dell’estradiolo nelle donne, con conseguente riduzione del desiderio sessuale nel maschio e di alterazione del ciclo mestruale, nonché rischio di anovulazione, nella donna.
Per quanto concerne l’attività fisica, che ricordiamo deve sempre essere adeguata alla età ed alle condizioni di salute cardiovascolare dell’individuo, va sottolineato come un esercizio fisico aerobico e di resistenza, riduce nel tempo il grasso viscerale, migliora il profilo lipidico, aumenta il testosterone nell’uomo e la follicologenesi nella donna migliorando così il desiderio sessuale e la capacità riproduttiva di ambo i sessi.
In definitiva il trattamento della sindrome metabolica passa oggi anche e soprattutto, attraverso il miglioramento degli stili di vita e della dieta in particolare; nello stesso tempo questo modello di vita favorirà il mantenimento ed il miglioramento della salute sessuale e riproduttiva di uomini e donne (fine seconda parte).
ENZO TRIPODI

25/01/2026