Storie di donne polacche in Italia per lavoro Società
Sono donne dell’Est arrivate in Italia nella speranza di trovare un lavoro. Prevalentemente polacche, si dedicano a servizi di assistenza agli anziani oppure fanno le domestiche o le cameriere. Recentemente è in discussione alla Camera dei Deputati una proposta di legge per regolarizzare la posizione lavorativa e contributiva di tutte queste donne, la cui opera viene riconosciuta di grande utilità all’interno della nostra società.
Noi abbiamo incontrato tre di queste donne. Vi proponiamo le loro interviste.
MARIA, 46 anni, è graziosa, piccolina, con gli occhi vispi e vivaci di un blu intenso su di un visetto simpatico, i capelli biondi legati sul collo. Parla poco l’italiano, ma è espansiva nei modi ed è chiaro il senso di quello che dice. Si trova in Italia da un anno.
“Io abito vicino Cracovia –dice. Sono stata cinque mesi a Francavilla. Lì tutto bene. Poi la mia amica Teresa, che già lavorava qua, mi ha detto: “Vieni anche tu”.
Maria fa assistenza alle persone anziane, a metà giugno tornerà in Polonia.
Come si trova?
“Qua? Così così…poi, piano piano…E’ un po’ faticoso”.
E’ una brava ricamatrice: “Faccio uncinetti di otto metri per lenzuola”.
Sono prodotti che poi rivende?
Si, a chi me lo chiede, a nove euro ciascuno.
La sua famiglia sta in Polonia?
Sì, mio marito e i miei tre figli, di 24, 22 e 19 anni. Due di loro lavorano in fabbrica, uno è militare.
Perché gli uomini polacchi non vengono a lavorare in Italia e vengono solo le donne?
Gli uomini no. A fare cosa? Non c’è lavoro.
Che lavoro fa suo marito?
Lavora in campagna. E’ agricoltore.
TERESA è una bella donna bionda, alta, dai tratti volitivi, aperta al dialogo con il prossimo, sorridente.
Separata da suo marito, è venuta a lavorare in Italia due anni fa. Assiste un anziano quasi centenario.
Ci mostra alcune foto della sua vita in Polonia e della sua famiglia, i suoi tre figli ed i suoi nipotini. In alcune di esse è sulla spiaggia con i piccoli. Con particolare orgoglio ci mostra la foto di sua figlia Maygorzata (Immacolata) tra le studentesse di una scuola. Maygorzata è la loro insegnante, attività che svolge in Polonia, dopo aver conseguito le lauree in Economia ed in Pedagogia. Teresa ha poi altri due figli, che sono gemelli e che si chiamano Eva e Adamo.
Eva è diplomata ed un giorno ha deciso di prendere l’aereo ed andare lontano. E’ approdata a Chicago, dove lavora in un locale. E’ fidanzata con un ragazzo polacco. In una foto questa ragazza è seduta sul cofano della sua auto con delle amiche. Adamo è diplomato elettricista e studia Amministrazione all’Università. “Oggi (26 maggio Ndr)- dice Teresa- mi ha telefonato mio figlio. In Polonia oggi è la festa della mamma”.
Teresa viene da un paese a nord di Cracovia, dove c’è la spiaggia.
Teresa, lei che lavoro svolgeva in Polonia?
Io ho preso la licenza liceale. Ricordo, sono passati diversi anni (ride) che si studiava il russo e il latino. Poi ho fatto per molti anni la ragioniera.
Gli uomini non trovano lavoro in Italia?
Cosa vengono a fare gli uomini? Anche se trovano da lavorare come operai non capiscono la lingua…Per noi donne è più facile trovare lavoro come domestiche
Lei è cattolica?
Si. In Polonia ci sono molti cattolici. Poi girano anche strane religioni, persone che girano casa per casa.
Dopo il crollo del comunismo è cambiato qualcosa?
Quando c’erano i comunisti era più facile. Lavorare era più facile. Ed anche più sicuro. Poi è arrivato Walesa, è cambiato tutto. Tutto è privatizzato, il paese è diventato più povero.
Qual è lo stile di vita delle donne polacche ed in generale quale vita si conduce in Polonia?
Le donne da noi sono più libere di uscire. Si sposano anche prima. C’è l’abitudine di riunirsi il pomeriggio in casa, tra amiche. Anche gli uomini stanno di più con la famiglia. E non sono così gelosi come gli italiani.
Non c’è l’abitudine come qua di andare a prendere il caffè al bar e poi andare a lavorare. Lì si va direttamente a lavorare.
Le donne escono anche da sole. Fanno la spesa, magari, e poi rincasano senza fermarsi da nessuna parte. Qua le ragazzine vedo che si truccano molto. Le polacche no, si truccano poco…magari solo un po’ di mascara.
Sono belle le città polacche?
A me piace l’Italia! Due settimane fa sono stata ad Amalfi e…aahhh!!! Proprio un incanto. Io in Italia sono stata per la prima volta quindici anni fa, come turista, e ne sono stata colpita subito. In Polonia magari ci sono le spiagge, ma finisce lì, non c’è altro, invece in Italia è tutto così bello, c’è il sole, i monumenti, gli italiani sono aperti, simpatici. Quest’estate voglio farmi due giorni a Rimini, perché so che lì c’è…come si dice…l’Italia in miniatura.
Io, quando ho iniziato a vedere la televisione italiana, ho sentito parlare di sesso, sento le canzoni d’amore…Si parla di certe cose in modo naturale. In Polonia non si parla mai di questo, è tutto più nascosto.
SILVYA è una giovane 25enne molto timida e riservata. Parla poco e ci concede solo brevissime dichiarazioni. La sua è una famiglia numerosa. Lei si trova in Italia da circa tre anni. Lavora come cameriera in un ristorante sannita.
Ti manca la Polonia?
No.
Ti piace qui?
L’Italia mi piace molto, ma questo posto no.
Come sei arrivata in Italia?
Mi ha portato mia sorella, che è venuta a lavorare come cameriera e si è sposata qua.
Ti piace il tuo lavoro?
Vorrei cambiare…ma per ora non so.
LUGAN
( Da Realtà Sannita n. 10 / 1.15 giugno 2002 pag. 7)
Noi abbiamo incontrato tre di queste donne. Vi proponiamo le loro interviste.
MARIA, 46 anni, è graziosa, piccolina, con gli occhi vispi e vivaci di un blu intenso su di un visetto simpatico, i capelli biondi legati sul collo. Parla poco l’italiano, ma è espansiva nei modi ed è chiaro il senso di quello che dice. Si trova in Italia da un anno.
“Io abito vicino Cracovia –dice. Sono stata cinque mesi a Francavilla. Lì tutto bene. Poi la mia amica Teresa, che già lavorava qua, mi ha detto: “Vieni anche tu”.
Maria fa assistenza alle persone anziane, a metà giugno tornerà in Polonia.
Come si trova?
“Qua? Così così…poi, piano piano…E’ un po’ faticoso”.
E’ una brava ricamatrice: “Faccio uncinetti di otto metri per lenzuola”.
Sono prodotti che poi rivende?
Si, a chi me lo chiede, a nove euro ciascuno.
La sua famiglia sta in Polonia?
Sì, mio marito e i miei tre figli, di 24, 22 e 19 anni. Due di loro lavorano in fabbrica, uno è militare.
Perché gli uomini polacchi non vengono a lavorare in Italia e vengono solo le donne?
Gli uomini no. A fare cosa? Non c’è lavoro.
Che lavoro fa suo marito?
Lavora in campagna. E’ agricoltore.
TERESA è una bella donna bionda, alta, dai tratti volitivi, aperta al dialogo con il prossimo, sorridente.
Separata da suo marito, è venuta a lavorare in Italia due anni fa. Assiste un anziano quasi centenario.
Ci mostra alcune foto della sua vita in Polonia e della sua famiglia, i suoi tre figli ed i suoi nipotini. In alcune di esse è sulla spiaggia con i piccoli. Con particolare orgoglio ci mostra la foto di sua figlia Maygorzata (Immacolata) tra le studentesse di una scuola. Maygorzata è la loro insegnante, attività che svolge in Polonia, dopo aver conseguito le lauree in Economia ed in Pedagogia. Teresa ha poi altri due figli, che sono gemelli e che si chiamano Eva e Adamo.
Eva è diplomata ed un giorno ha deciso di prendere l’aereo ed andare lontano. E’ approdata a Chicago, dove lavora in un locale. E’ fidanzata con un ragazzo polacco. In una foto questa ragazza è seduta sul cofano della sua auto con delle amiche. Adamo è diplomato elettricista e studia Amministrazione all’Università. “Oggi (26 maggio Ndr)- dice Teresa- mi ha telefonato mio figlio. In Polonia oggi è la festa della mamma”.
Teresa viene da un paese a nord di Cracovia, dove c’è la spiaggia.
Teresa, lei che lavoro svolgeva in Polonia?
Io ho preso la licenza liceale. Ricordo, sono passati diversi anni (ride) che si studiava il russo e il latino. Poi ho fatto per molti anni la ragioniera.
Gli uomini non trovano lavoro in Italia?
Cosa vengono a fare gli uomini? Anche se trovano da lavorare come operai non capiscono la lingua…Per noi donne è più facile trovare lavoro come domestiche
Lei è cattolica?
Si. In Polonia ci sono molti cattolici. Poi girano anche strane religioni, persone che girano casa per casa.
Dopo il crollo del comunismo è cambiato qualcosa?
Quando c’erano i comunisti era più facile. Lavorare era più facile. Ed anche più sicuro. Poi è arrivato Walesa, è cambiato tutto. Tutto è privatizzato, il paese è diventato più povero.
Qual è lo stile di vita delle donne polacche ed in generale quale vita si conduce in Polonia?
Le donne da noi sono più libere di uscire. Si sposano anche prima. C’è l’abitudine di riunirsi il pomeriggio in casa, tra amiche. Anche gli uomini stanno di più con la famiglia. E non sono così gelosi come gli italiani.
Non c’è l’abitudine come qua di andare a prendere il caffè al bar e poi andare a lavorare. Lì si va direttamente a lavorare.
Le donne escono anche da sole. Fanno la spesa, magari, e poi rincasano senza fermarsi da nessuna parte. Qua le ragazzine vedo che si truccano molto. Le polacche no, si truccano poco…magari solo un po’ di mascara.
Sono belle le città polacche?
A me piace l’Italia! Due settimane fa sono stata ad Amalfi e…aahhh!!! Proprio un incanto. Io in Italia sono stata per la prima volta quindici anni fa, come turista, e ne sono stata colpita subito. In Polonia magari ci sono le spiagge, ma finisce lì, non c’è altro, invece in Italia è tutto così bello, c’è il sole, i monumenti, gli italiani sono aperti, simpatici. Quest’estate voglio farmi due giorni a Rimini, perché so che lì c’è…come si dice…l’Italia in miniatura.
Io, quando ho iniziato a vedere la televisione italiana, ho sentito parlare di sesso, sento le canzoni d’amore…Si parla di certe cose in modo naturale. In Polonia non si parla mai di questo, è tutto più nascosto.
SILVYA è una giovane 25enne molto timida e riservata. Parla poco e ci concede solo brevissime dichiarazioni. La sua è una famiglia numerosa. Lei si trova in Italia da circa tre anni. Lavora come cameriera in un ristorante sannita.
Ti manca la Polonia?
No.
Ti piace qui?
L’Italia mi piace molto, ma questo posto no.
Come sei arrivata in Italia?
Mi ha portato mia sorella, che è venuta a lavorare come cameriera e si è sposata qua.
Ti piace il tuo lavoro?
Vorrei cambiare…ma per ora non so.
LUGAN
( Da Realtà Sannita n. 10 / 1.15 giugno 2002 pag. 7)

14/06/2002