No all'abolizione dell'Ordine dei Giornalisti. Lanciata una petizione a salvaguardia della professione In primo piano

Scritto da: Nicoletta Giorgetti in Fnsi, Ordine dei Giornalisti

ROMA Liberalizzare le professioni: il Governo ci ha provato ma, al primo segnale di rivolta, ha prudentemente scelto il dietro front. La questione, per, tuttaltro che sanata e tranquilla, specie per i giornalisti.

Perch, se vero che il processo di riforma ha subto una palese battuta darresto, per buona pace, ad esempio, di notai e avvocati, per lOrdine dei giornalisti la faccenda non solo non si chiusa, ma diventata ancor pi complessa e delicata.

E la battaglia in difesa dellOrdine attenzione: Ordine, non casta dei giornalisti, pi che mai necessaria e improcrastinabile. Basta dare uno sguardo alle norme introdotte, pezze mal cucite su una falla che continua ad allargarsi, che di chiaro non hanno nulla, se non lintento questo s, perfettamente riuscito di alimentare la confusione.

Lesistenza degli Ordini fondamentale per garantire tutela e autonomia ai giornalisti italiani: una motivazione, forte e chiara, messa, dunque, nero su bianco da una rappresentanza nazionale di giornalisti professionisti e pubblicisti che, sotto il peso di una scure che, a tuttoggi, minaccia di cancellare lOrdine e, soprattutto, i pubblicisti (un esercito di 70mila iscritti, tra collaboratori e freelance), ha deciso di dare impulso ad una petizione. In nome dellidentit, dellindipendenza e del giusto trattamento economico della professione.

A lanciarla, Domenico Falco (Giunta esecutiva Fnsi Vicepresidente Odg Campania), Carlo Parisi (Giunta esecutiva Fnsi Segretario Sindacato Giornalisti della Calabria), Ezio Ercole (Consigliere nazionale Fnsi Vicepresidente Odg Piemonte), Gino Falleri (Consigliere nazionale Fnsi Vicepresidente Odg Lazio), Vincenzo Colimoro (Consigliere nazionale Fnsi Presidente Assostampa Campania), Lorenzo Del Boca (Consigliere nazionale Odg), Maurizio Andriolo (Vicepresidente vicario Inpgi), Giuseppe Gallizzi (Presidente Revisori dei Conti Odg) e Attilio Raimondi (Consigliere nazionale Odg Sindaco revisore Inpgi).

Unesigenza, la loro, che nasce dal timore, affatto fugato, che, dopo la pausa vacanze, qualche signore della politica torni a sferrare un nuovo attacco diretto, da un canto, si legge nel documento formulato dai colleghi ad abolire gli Ordini professionali e segnatamente lOrdine dei giornalisti, dallaltro a sacrificare gli irrinunciabili valori di indipendenza e autonomia della professione.

Da qui linvito, rivolto a tutti i giornalisti italiani, a far sentire la propria voce e manifestare un chiaro dissenso, firmando la petizione sul sito http://www.giornalisticalabria.it/ .
Un gesto doveroso fanno notare i colleghi, primi firmatari se vogliamo tutelare la nostra professione, in tutte e due le sue componenti, professionisti e pubblicisti, che hanno pari dignit, anche rappresentativa: se si arrivasse, infatti, allabolizione dellOrdine e dellesame di Stato per laccesso alla professione, ci troveremmo in mezzo ad una giungla. Senza regole, n tutele.

Come se i problemi che la categoria deve, ad oggi, affrontare, non bastassero.

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