27/03/2008

La bufala

Cavalie', avete saputo? senza neppure uno straccetto di saluto, Gelsomina ci notifica: Anche la provincia di Benevento sarà inclusa nell'area di produzione del latte di bufala a denominazione di origine. Per ora è solo una proposta: l'ha avanzata il presidente della Camera di commercio.

Basta! ha detto Gennaro Masiello Basta, con l‘emigrazione anonima oltre i confini provinciali del nostro latte bufalino!

E' tempo di entrare nel novero ufficiale dei produttori di latte di bufala e suoi derivati. Sconfiggiamo per sempre l'anonimato del nostro latte, così come facemmo con il vino.

Vi ricordate, cavalie'?! Una volta il prodotto caro a Noè veniva prelevato da ditte forestiere ( si vociferava anche toscane...Oh, il Chianti!) che se lo etichettavano come loro prodotto. Capitanate dalla Coldiretti le nostre terre a vocazione vinaria difesero ad oltranza i natali del loro prodotto.

La guerra fu lunga ed incerta. Poi, il bollettino della vittoria: le orde di imbottigliatori stranieri risalgono precipitosamente i monti da cui erano discesi a fare man bassa del nostro Aglianico e confratelli. Alcuni dicono che si registrò una nuova, anche se diversa, epopea delle Forche caudine.

Cavalie', la guerra continua a difesa dei nostri prodotti: vinceremo anche la battaglia del latte! Non vi vedo, però, fare salti di gioia. Addirittura mi sembrate uno che cade dalle nuvole; come se foste sorpreso assai di sapere che nel Sannio si allevano bufale...Quanto meno forse pensate che la produzione di latte bufalino sia scarsissima. Cavalie', come siete malpensante! Potrebbe anche darsi che il latte non è moltissimo.

Ma tempo verrà...Ci stiamo preparando a sferrare l'attacco frontale. La parola d'ordine è una sola: moltiplichiamole! (le bufale). Facciamo, magari, il atto delle sabine, possibilmente gravide; capaci quindi - come si diceva durante il (ovviamente, deprecato) periodo fascista - di dare...figli(e) alla patria.

Naturalmente occhio alla salute delle bufale da acquisire. Alcuni allevamenti dell'area casertana hanno avuta recentemente notorietà negativa per l'insorgenza di qualche pericolosa malattia ( cattive lingue hanno addirittura messo in relazione il cattivo stato di salute di un certo numero di bufale con i rifiuti tossici inavvertitamente disseminati sulle ubertose erre di lavoro da certe industrie nordiste...). Ma la massa delle bufale è sana.

Cavalie', l'allevamento bufalino rappresenta la nostra rivincita agricolo-produttiva. L'eldorado del tabacco salento e eneventano sta per essere rimpiazzato da quello del prodotto bufalino. Fiumi di latte inonderanno, come benefico limo del Nilo, le assetate terre di mezza Italia. I beneficiari di cotanto dono berranno a più non posso, degustando anche le nostre mozzarelle.

Poi, magari, alzeranno i calici per brindare al Sannio, con l'aglianico di Torrecuso, la falanghina del Taburno , e con tutti gli altri celebrati vini.

Tempi nuovi ci attendono.

Basta con la solita solfa di erra di Santi e di antichi monumenti (e c'è addirittura chi, insaziabile, chiede altre commende, come l'inserimento della Chiesa di Santa Sofia nel patrimonio mondiale dell'Unesco...).

Il nostro destino era racchiuso nel Bue Apis di viale San Lorenzo.

Oggi è tempo di bufale. Abbasso il cinghiale caledonio che si pavoneggia ancora nell'arme del Comune di Benevento!

Sul vessillo della provincia di Benevento, volteggi la Bufala. Onoriamola. Magari bandendo dalla prossima tavola pasquale ogni tipo di carne bovina....

Così parlò, come novello Zaratustra, la nostra lavascale.

Gelsomi', tu tiene ‘a capa fresca!.


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