08/09/2016

La Buona Scuola e le brutte partenze

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La vita, si sa, è fatta di gioie e dolori e, dopo anni ed anni impegnati nel mondo della scuola e della formazione per poter inseguire il sogno di insegnare a tempo indeterminato, si assapora finalmente  il gusto dell’agognato “ruolo”. Si ma a che prezzo? Al “piccolo” costo, si fa per dire, di abbandonare casa, figli, marito e/o moglie, amici e famiglia per andare ad insegnare in qualche parte d’Italia scelta per te, a caso, da un algoritmo fantasioso messo a punto dal Ministero dell’Istruzione.

E’ quanto sta accadendo a migliaia di docenti assunti nella cosiddetta fase C lo scorso anno che hanno preparato bagagli e valigie alla volta di una meta conosciuta qualche giorno prima dalla presa di servizio. Inutile dire il caos che questo nuovo modo di intendere la scuola da parte del Miur sta generando. Contenziosi e conciliazioni sono all’ordine del giorno, Uffici scolastici regionali e provinciale presi d’assalto, sindacati e docenti sul piede di guerra e proteste in ogni angolo delle città.

E il Ministero? Ancora non da spiegazioni in merito, in qualche caso, solo nel 15%, propone delle vie risolutive dette conciliazioni, ma nemmeno questo risulta chiaro. Intanto migliaia di docenti sono ricorsi al Tar impugnando l’ordinanza ministeriale sulla mobilità  e in molti casi stanno avendo la meglio, altri invece stanno ricorrendo ai giudici del lavoro e altri ancora aspettano gli esiti delle domande di assegnazione provvisorie. Insomma se con la Buona Scuola si voleva eliminare la cosiddetta “supplentite” andando di questo passo si può solo incrementare il precariato, rischiando, tra l’altro, di aprire la scuola agli studenti e trovare delle cattedre vuote.

Il caso a livello nazionale si proietta bene anche nella nostra provincia. Molti i docenti con la valigia come M.G.F. costretta a lasciare casa, marito e tre figli piccoli alla volta di Macerata, o L.P. che trasferita in Liguria  a seguito di una conciliazione è partita con una nuova destinazione, il Molise.

Ma di casi come questi sindacati e uffici scolastici ne vedono in continuazione.

E’ di questi giorni infatti una nota inviata dalla FLC CGIL di Benevento che mette in luce situazione davvero anomala. Infatti, nel solo Sannio gli insegnanti assunti nella Scuola  Primaria risultano essere 83, bene si potrebbe pensare, fin qui nulla di strano se non nel fatto che di questi 49 sono stati trasferiti tutti a Mantova.

Insomma l’algoritmo del Miur ha voluto magicamente mandare la maggior parte di loro tutti in questa ridente cittadina lombarda. Ma le stranezze di certo non finiscono qui. Non si ha ben chiara l’idea di come questo famigerato algoritmo funzioni. Non si ha il trasferimento da una parte all’altra dell’Italia attraverso una graduatoria fatta di punteggi, non si sa come, infatti, docenti con punteggi totalmente diversi hanno avuto destinazioni lontanissime da casa. Per dirla in parole povere i 49 insegnanti che dovranno partire per Mantova hanno dei punteggi che vanno da 0 a 70 e solo pochi eletti di loro hanno avuto una proposta di conciliazione, senza però seguire un criterio logico.

Insomma, questa Buona Scuola sta dando proprio i numeri!

SILVIA RAMPONE

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