Un nuovo libro su Cusano Mutri Cultura

Giovedì 13 marzo, nella Sala Consiliare del Comune di Cusano Mutri, è stato presentato il libro Fattore Q.

Una nuova produzione che si aggiunge ai tanti già pubblicati sull'argomento.

Qualcuno potrebbe dire: è qual è la notizia.

La notizia è che Fattore Q, che tratta vari aspetti della storia e della vita di Cusano Mutri, è stato scritto da un non cusanese, da un sacerdote: Don Donatello Camilli.

Don Donatello, com'è chiamato amichevolmente dai suoi parrocchiani, proviene da Moiano e da qualche anno è stato inviato a curare le anime delle genti di Cusano Mutri.

Religiosità, misticismo, storia e scenografia ambientale di grandissima suggestione: Cusano è tutto questo! La vera anima del luogo rivive nella memoria collettiva attraverso fatti, volti e paesaggi palpitanti e ricchi di umanità, in queste poche righe è racchiuso l'intento dell'autore cioè quello di far comprendere quell'ambiente particolare che è la conca cusanese, allo scopo di tramandare, allegramente, come eravamo e come siamo.

Fattore Q, la Q era l'antico simbolo dell'Universita di Cusano, ma anche un riferimento al suo aspetto geografico: la conca ovale con l'unico sbocco di Lavelle, spazia da luoghi particolari a popolari figure paesane, da storielle a preghiere, da giarmi (incantesimi) a proverbi e modi di dire, al brigantaggio.

Alla presenza di un folto e divertito pubblico, dopo il saluto e una breve introduzione fatta dalla moderatrice dott. Francesca Petrillo, hanno intrattenuto la platea il dott. Benedetto Pistoia, assessore alla cultura del comune di Cusano Mutri, il prof. Vito Antonio Maturo, che ha anche scritto la prefazione, Don Nicola Vigliotti, ricercatore e profondo conoscitore della storia locale, la prof. D'Angelo Ines Victory dirigente dell'Istituto d'Arte di Cerreto Sannita, S.E. Mons. Michele De Rosa vescovo della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-S.Agata dei Goti.

Il dott. Benedetto Pistoia si è soffermato su uno dei personaggi storici e popolari citati nel libro: il sagrestano, riconoscendo, in esso, il proprio bisnonno Francesco Fascino, per il quale il santo era S.Pietro e con il quale, spesso, si intratteneva in conversazione (per modo di dire, in quanto si trattava di soliloqui).

Don Nicola Vigliotti si è soffermato su altri temi trattati nel libro quali il brigantaggio nella zona, citando nomi e fatti molto circostanziatamente.

Mons. De Rosa, non essendo un conoscitore della realtà locale, ha tracciato un profilo dell'autore, citando anche degli aneddoti in modo gioviale e, a volte, anche faceto.

La Prof. D'Angelo ha parlato anche lei dell' autore (don Camilli insegna presso la Scuola d'Arte di Cerreto Sannita) e del contributo dato al libro dai prof. Marco De Lerna, Antonio Frusciante e Antonio Romano, che ne hanno curato la veste grafica).

Il prof. Maturo nella sua prefazione ha descritto don Donatello Camilli come un folletto che scappa dalla sua ombra rincorrendola; uscito da un guscio d' uovo, la cui calotta, affrescata con stelle di perle, da altri, rappresentava il suo cosmo e, al termine del suo intervento, lo ha invitato a continuare a cimentarsi ancora nella scrittura.

Prima di passare alla degustazione di un ricco buffet di rustici, dolci e vini, tutti rigorosamente della tradizione e della produzione locale, molto apprezzato dai convenuti, Don Donatello, visibilmente commosso, ha ringraziato i relatori, per quanto detto su di lui e sul suo lavoro, e le sue anime per la grande partecipazione.

FULVIO SANTAGATA