CASTELPOTO - E' morto il padre di Generoso Simeone In primo piano

Grande emozione e dolore ha destato, nel piccolo paese di Castelpoto, la scomparsa di Adolfo Simeone, padre di Generoso Simeone, noto esponente della destra sannita negli anni '60 e '70.

Dalla nipote Marina riceviamo e pubblichiamo l'estremo saluto dedicatogli, carico di dolcezza e gratitudine per l'amore e gli insegnamenti che ha saputo donare ai suoi cari.

A lei e ai parenti tutti va il cordoglio più affettuoso del nostro direttore e di tutta la redazione di Realtà Sannita.

Muore nella sua casa sita nel centro storico di Castelpoto, circondato dal rammarico sincero di chi per anni lo ha avuto accanto come padre, come marito, come parente, Adolfo Simeone.

E pensare che di lì a qualche giorno il popolo castelpotano avrebbe festeggiato uno dei suoi più cari centenari.

Adolfo Simeone lascia la vita, ma senza rimpianti, forse uno soltanto: quello di aver visto morire il suo adorato figlio, Generoso Simeone.

La morte lascia sempre dietro di sé il silenzio e il vuoto, tanto più assordante quanto più grande è stata l’umanità di chi è andato; per cui è al degno saluto che i familiari si appellano per sfuggire all’inevitabile dolore.

Salutiamo un uomo degno di amore e di lode, che ha saputo dare a chi doveva dare e ha saputo insegnare; un uomo che ha saputo essere un esempio di valori, troppo spesso in questa società dimenticati, che va via con la stessa dignità indiscutibile con cui ha vissuto.

Salutiamo un uomo che ha amato la vita, quanto ha adorato quello che la vita stessa gli ha donato.

Salutiamo un uomo che ha visto nella famiglia e nella sua unione il cardine di qualsivoglia principio, che non ha mai sofferto di arrivismo e gelosie e che si è piuttosto distinto per la generosità e per la stima accordatagli.

Continueremo ad immaginare il quel centro storico castelpotano, un po’ dimenticato e decadente, quell’omino basso col cappello in testa e il capo chino, seduto sulla soglia della porta, con accanto il suo bastone in legno scuro, fedele compagno di brevi passeggiate; fermo lì ad attendere che il sole tramontasse e a sbirciare all’orizzonte della strade il volto dei suoi cari.

Castelpoto perde un pezzo della sua storia, ma non l’esempio ed è quello che crea la continuità.

A tempi migliori nonno”.

Marina Simeone

 

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